mercoledì 27 ottobre 2010

crema di avena e azuki

(stranina la foto eh?)

Con il freddo di questi giorni sedersi a tavola davanti ad una zuppa/minestra/crema fumante è sempre un piacere. Questa ricetta a base di cereali e legumi l'ho (ri)trovata su un vecchio numero di Mani di fata (una rivista che con la cucina non c'entra niente ma che ha una sua rubrica culinaria) mentre cercavo altro (e ovviamente quell' "altro" non l'ho trovato :/ ma questa è un'altra storia).  Rispetto all'originale ho cambiato poche cose. E' molto gustosa, e se si vuole ottenere una crema più densa basta schiacciare/frullare una parte dei fagioli. Da un punto di vista nutritivo, l'avena è il cereale più ricco di proteine e di grassi, oltre ad abbondare in ferro e calcio; è molto nutriente ed energetica. Degli azuki invece ho già detto qualcosa qui, sono di particolare beneficio ai reni.

Ingredienti (per 3 persone): 150 gr di fiocchi d'avena, 200 gr di fagioli azuki, 100 gr di salsa di pomodoro, 1 litro circa di brodo vegetale, un rametto di rosmarino, 1 cipolla bianca (nella ricetta originale 2 scalogni), sale e pepe. 

Preparazione: la notte prima ho messo gli azuki a bagno in una bacinella d'acqua fredda (li ho tenuti a bagno circa 12 ore; la ricetta originale consigliava un'ora in ammollo, io però li lascio sempre almeno 8 ore). Poi ho preparato il solito brodo vegetale con patate, cipolle, carote, sedano. Ho fatto lessare i fagioli nel brodo con un rametto di rosmarino. Una volta cotti (ci avranno messo un'ora), ho unito i fiocchi d'avena e la salsa di pomodoro. Ho unito anche la cipolla in parte tritata grossolanamente e in parte intera, e ho fatto cuocere per circa 15 minuti. Ho aggiunto un filo d'olio e una spolveratina di pepe nero

martedì 26 ottobre 2010

45 buoni motivi per amare la Sardegna... di Beppe Severgnini

Copio-incollo la lista di Severgnini da qui perchè mi fa sorridere :)
In realtà ho trovato questa simpatica lista su facebook, ma c'è voluto pochissimo per trovare la fonte originale. Ho così anche scoperto che Severgnini ha 45 buoni motivi per... fare tante cose. Dev'essere che 45 è il suo numero fortunato XD

Quarantacinque motivi per cui torno in Sardegna da più di trent'anni (1972).

(Costa Rei -foto di my sister)
1
C'è il mare di mezzo. La gente non ci finisce per caso, ma ci va per scelta.
2
Il colore dell'acqua. Non ci sono Caraibi che tengano.
3
La sabbia non è polvere. Si infila nelle orecchie, ma poi esce.
4
L'elicriso profuma di Sardegna, o la Sardegna profuma di elicriso. Ancora non ho capito, ma non è importante.
5
Le danze tradizionali. Dopo tre filu e ferru, ballano anche i milanesi.
6
Gli occhi delle donne. Guardateli, e capirete perché in Sardegna comandano loro.
7
I malloreddos hanno un nome simpatico.
8
Le pecore hanno un'aria filosofica.
9
Cagliaritani e sassaresi sono così impegnati a litigare tra loro che non hanno tempo per noi continentali.
10
La salsiccia sarda è un salume sexy.
 11
Le seadas col miele sono una droga consentita.
 12
Il ginepro è la versione botanica (e contorta) dei nuraghi: roba solida, che dura.
13
Hanno rovinato la piazzetta sabuada, ma Santa Teresa di Gallura resiste. Scendo a Rena Bianca (passione di mio figlio), mi sdraio e guardo la Corsica che mostra i denti. Magnifico.
14
Sulla strada per Castesardo sembra di essere in Colorado, e in più c'è il mare a destra.
15
I cafoni stanno (quasi) tutti in Costa Smeralda.
16
Ai miei amici sardi non piacciono i corbezzoli. Così li mangio io.
17
La gente pensa prima di parlare.
18
Rena Majore era più moderna nel 1979 che nel 2009.
19
Niente Camilleri e Montalbano. Ma di Sardegna hanno scritto Satta, Carlo Levi e D.H. Lawrence. Oggi Niffoi, Fois e Soriga (che fa un po' l'inglese).
20
L'accento si può imitare. Basta allenarsi con amici sardi spiritosi.
21
L'uso del gerundio è affascinante ("Scherzando stai?").
22
Certe calette sembrano il salvaschermo del computer.
23
Il vento rende nervosi molti turisti, che non ritornano. Meglio. Così si sta più larghi.
24
In un posto circondato dal mare (e che mare!) sono specializzati nella cucina di carne.
25
"Quando il traghetto, al termine della notte, si avvicinava alla Sardegna, alzavamo il naso per sentire il profumo. L'importante era non farsi notare. A diciotto anni sono ammesse battute e parolacce; non la poesia dell'alba sul mare" (romantici ricordi, da Italiani si diventa).
26
Sono terminati i lavori stradali al porto di Olbia. Incredibile.
27
La Sardegna piaceva a Montanelli e a De Andrè.
28
Bortolo Severgnini (1869-1916, fratello del nonno Giuseppe) venne mandato a Tempio Pausania, giovane procuratore del Re. Altri tempi, altre zanzare.
29
Chi dice che i sardi sono piccoli? Sono concisi.
30
Le doppie hanno un crepitio simpatico: ascoltate Francesco Cossiga. Anche quando non sono d'accordo su quello che dice, mi piace come lo dice.
31
Vicino alla magnifica isola grande, ci sono splendide isole piccole (Maddalena, Caprera, San Pietro e Asinara, dove sarebbe il caso di evitare asinate).
32
Alghero sa di Spagna, Cagliari di sud, Palau di vento, Oristano di sole e Masua di zucchero blu.
33
Vermentino freddo e mirto gelato funzionano come la salsa barbeque negli USA: evocatori d'estate.
34
I porcellini sono belli e buoni.
35
Spiaggia del Poetto a Cagliari. La ricordo urbana e decente, e avevano anche i gelati al biscotto.
36
Capo Testa scolpito dal vento. Suona banale, ma è vero.
37
Le donne sarde hanno cominciato a vestirsi in nero molto prima delle PR della moda a Milano.
38
Quando li chiami al telefono, i sardi ricordano sempre chi sei.
39
Il BAM (burino acquatico motorizzato) è abbastanza raro. In mare càpita di sentire il rumore delle onde.
40
Il sughero è più simpatico della plastica.
41
Cala Capra, sotto Palau. Una piscina della Florida senza gli svantaggi della Florida.
42
Se a Montirussu (Aglientu) costruiscono il solito residence, mi rivolgo alle Nazioni Unite.
43
Le piante piegate dal maestrale. Sembrano appena uscite dal parrucchiere.
44
C'è sempre una spiaggia vuota, anche in agosto.
45
L'estate non è un brodino tiepido californiano. L'estate sarda comincia (giugno), continua (luglio), si interroga (agosto), si stanca e se ne va (settembre). Come dire: buone vacanze, ci vediamo là.

sabato 23 ottobre 2010

confettura di mele cotogne

in fondo al barattolo...

Questa è un classico di casa mia, mia madre la prepara da anni, è una delle sue nostre preferite ed è buonissima. Prende all'incirca due kili di mele cotogne, le apre per controllare che non ve ne siano guaste, e quelle che superano l'esame le taglia a spicchi, lasciando la buccia, e le mette a cuocere. Quando sono diventate morbide, ma non scotte (basta infilare uno stecchino lungo per saggiare la morbidezza della mela) spegne il fuoco e lascia raffreddare. Dopodichè le passa, le pesa e aggiunge tanto zucchero (integrale di canna) quanto è il peso delle mele. A questo punto le fa cuocere (aggiungendo un bicchierino di scotch wiskey) fino ad ottenere la consistenza marmellatosa (si fa la famosa prova del cucchiaino). E' deliziosa. E adesso devo scappare (oggi un post super-speed), buon finesettimana ;)

venerdì 22 ottobre 2010

Lansdale da UBIK: io ci sarò! :)

 Se lo sapevate già, bravi! Se invece siete di quelli che vengono a sapere le cose quasi sempre all' ultimo come me , udite udite! Joe R. Lansdale, che dal 9 di ottobre è in Italia per presentare il suo nuovo romanzo, Devil Red, una nuova avventura della serie di Hap e Leonard, domani incontrerà i lettori a Cagliari: ore 18:00, libreria UBIK di via Paoli. Io ci sarò! :) Insomma, mi sono persa Lindqvist il 15 di questo mese, non voglio perdermi pure Lansdale, sarebbe imperdonabile! Domenica poi lo scrittore volerà a Roma per concludere il suo tour italiano.

Una piccola anteprima di Devil Red a questo link:
http://www.thrillercafe.it/download/devil-red.pdf


Ci vediamo da UBIK! :)

martedì 19 ottobre 2010

riso thai integrale con azuki rossi


Sfogliando Il Giappone in cucina di G. Canova Tura, di cui lessi la recensione la prima volta da lei, ho ritrovato la ricetta del Sekihan, letteralmente "riso dai fagioli rossi". Si tratta di una ciotola di riso glutinoso (mochigome) con azuki rossi, condita con sale marino o gomashio.

E' una delle pagine del ricettario su cui ho scritto più appunti in assoluto, in particolare su come preparare il gomashio in casa. Non è nulla di strano, semplicemente sale integrale marino (l'unico che io consumi) con semi di sesamo nero tostati, che si pesta nel suribachi, che io non ho. E infatti in attesa di acquistare la strumentazione adatta (probabilmente online visto che nei negozi qui non riesco a trovarlo), per dedicarmi al fai-da-te, uso il gomashio già pronto che trovo nel bio sotto casa. Sarebbe il caso di farci un post a parte. Nella stessa pagina ho appuntato anche la medesima ricetta presa da La nuova macrobiotica di Mikio Kushi, che indica un metodo di preparazione un po' diverso, quello che poi ho seguito. Al posto del mochigome ho usato riso thai integrale; cottura a pressione.

Riso thai integrale con azuki rossi
Ingredienti: 1 tazza di riso thai integrale, 1/4 tz di azuki rossi biologici, 1/4 tz o 1/2 tz di acqua per ogni tazza di riso, 1 pizzico di sale integrale marino per ogni tazza di riso, un pizzico di gomashio aromatizzato alle erbe da cospargere sopra .

Il riso integrale è considerato curativo, sopratutto a livello intestinale: contiene vitamine, carboidrati, sali minerali e grassi. Secondo Michio Kushi è un alimento altamente equilibrato, e pur potendo essere cotto in maniere molto diverse, ne consiglia la cottura a pressione. Sembra infatti che il riso cotto a pressione sia più digeribile, più dolce, meglio cotto e meno acquoso. 

Gli azuki sono ottimi alimenti che apportano un discreto quantitativo di proteine vegetali. Per 100 gr di azuki: 23, 6 gr circa di proteine. Possiedono spiccate proprietà stimolanti la funzione renale, drenanti e diuretiche.

Il gomashio è un'interessante alternativa all'uso del sale. Osservando quello che succede a casa mia, sono del parere che si faccia un uso sconsiderato del sale a tavola e che sia necessario rieducare il palato a cibi meno salati. E' costituito da sale integrale marino, ricco di oligoelementi, e semi di sesamo nero, ricchi di grassi insaturi, proteine, vitamine D ed E, calcio, fosforo, ferro e zinco.

Preparazione: [dopo aver messo i fagioli a bagno in acqua per una notte]*, li si metta in una piccola pentola e li si copra con acqua.  Si metta il coperchio e si porti a bollore. A questo punto si abbassi la fiamma a temperatura medio-bassa e si lasci sobbollire per circa mezz'ora. Quindi si tolga dal fuoco e si lasci raffreddare, cosa che può richiedere circa un'ora. Poi si metta il riso in una pentola a pressione assieme ai fagioli raffreddati e alla loro acqua di cottura. L'acqua usata per cuocere i fagioli è da includersi nell'acqua che si sarebbe normalmente aggiunta al riso. Si mescolino i fagioli al riso aggiungendo il sale integrale marino. [Servire caldo o a temperatura ambiente cospargendo con gomashio]*.
 * i tratti di ricetta tra parentesi quadre sono de Il Giappone in cucina, di G.Canova Tura.

crema piccante di zucca con zenzero


Mi sa mi sa mi sa che questo è Il Mese della Zucca per Inchiostro&Farina, nel senso che sono andata in fissa con la zucca e la sto preparando in ogni salsa, dolce e salata. E ho anche altre ricette zuccose in programma questa settimana. State a vedere che non mi trasformo in un Jack O'Lantern entro il 31??? XD

E dopo la crostata zucca e amaretti, le crocchette morbide cotte al forno (che in effetti, essendo morbide non "croccano" e non so perchè le ho chiamate crocchette XD) e la zucca arrosto speziata, è venuta l'ora della crema spalmabile. Una cremina deliziosa nata da una ricetta che originariamente prevedeva come aromi timo e pepe nero, ma che ho sostituito con zenzero fresco e peperoncino piccante. E' gustosa e sta bene su tanti piatti, sul pane, sul riso, persino sulle patatine fritte!

A proposito di patatine fritte: a me il fritto non piace  un granchè, lo trovo pesante. Ogni tanto però le chips ci vogliono, soprattutto se le temperature sono bassine, perchè il fritto riscalda e dà la carica :) Per fortuna da un annetto circa ho adottato una friggitrice "dietetica" che viene incontro ai miei bisogni: 1 kg di patate fresche me le frigge con un solo cucchiaio di olio (quelle surgelate le frigge senza olio). E poi non fa fumo. I'm happy :)

crema piccante di zucca con zenzero

Ingredienti: 400 gr di zucca, 1 cipolla bianca piccola, olio extravergine d'oliva, zenzero e peperoncino piccante (per le quantità regolatevi in base ai vostri gusti), un pizzico di sale, integrale marino brodo vegetale homemade.

Preparazione: ho preparato un brodo vegetale con patate, cipolle, carote, sedano. Nel frattempo ho tagliato la polpa della zucca a dadi grossolani. Ho tritato la cipolla e l'ho fatta imbiondire in una casseruola con poco olio. Ho unito la zucca, lo zenzero fresco e il peperoncino, fresco pure quello. Ho versato sopra la zucca il brodo vegetale caldo e ho lasciato cuocere fino a che la zucca è diventata morbida. Dopo ho mixato tutto col minipimer e ho spalmato la crema su fette di pane di semola.

lunedì 18 ottobre 2010

inchiostro&farina si tinge di rosa

Stamattina mi ha svegliata un'onda anomala, tantissimi blog si sono tinti di rosa per ricordare e promuovere la XVII Edizione della Campagna Nastro Rosa per la Prevenzione del tumore al seno. Nel nostro Paese questo è il tumore più frequente della popolazione femminile, con un'incidenza di circa 40.000 nuovi casi/anno che è in aumento. Nonostante il progressivo aumento dell'incidenza però la mortalità per questa patologia sta diminuendo, e questo grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, oltre che ai progressi compiuti a livello di terapia. Un'arma fondamentale che ogni donna può imbracciare contro questo tumore è la Prevenzione. Innanzitutto una prevenzione primaria (prima di andare a fare una visita medica insomma) che può ridurre il rischio di contrarre tumori e altre patologie, effettuata attraverso una dieta attenta ed equilibrata, una regolare attività fisica, il controllo del proprio peso corporeo e una chiacchierata con il proprio ginecologo sulle terapie da assumere in corso di climaterio e menopausa. Un tipo di prevenzione che dobbiamo fare tutte, sempre e comunque, per preservare la nostra salute, e che riguarda il nostro stile di vita. E poi la prevenzione secondaria che è in grado di portare alla diagnosi precoce: l'autopalpazione,la visita senologica, l'ecografia. Il picco di incidenza maggiore del cancro mammario si registra tra i 50 e i 69 anni: per le donne di quest'età il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso le Regioni, realizza programmi di screening organizzato che garantiscono una volta ogni due anni l'esecuzione gratuita di una mammografia, che rimane ancora oggi l'esame fondamentale per la diagnosi di tumori mammari ancora non palpabili, di piccole dimensioni. Lo scorso 2 ottobre vi ho inviatato a sostenere la Campagna , oggi rinnovo il mio invito e vi consiglio  anche di scaricare l'opuscolo per avere informazioni più dettagliate. Tingetevi di rosa anche voi! ;)

sabato 16 ottobre 2010

per una pumpkin-addicted


E' mia sorella che m'insegna a fare queste cosine. Il fimo soft è facile da lavorare, e se proprio non si sa da dove iniziare online si trovano tutorial che possono aiutare nella realizzazione di vari oggetti e bijoux. Questi li abbiamo fatti stamattina: fimo soft arancio e verde e qualche swarovski per dare luce. 

E a proposito di zucca, stamattina ne ho comprata una bella grande, e ho pure preso un ricettario di salse e conserve nel mio negozietto di Remainders preferito. Ho adocchiato qualche ricetta a base di zucca e presto combinerò qualcosa :)

Buon finesettimana  e buon World Bread Day ;)

venerdì 15 ottobre 2010

fagioli dell'occhio alle spezie

Ad assaggiare un po' di cucina medievale (Mangiare Medievale, di Rosella Omicciolo Valentini) ci si rende conto che non è poi così tanto aliena, povera e limitata come si potrebbe pensare. Certo, allora mancavano alimenti che oggi in Europa si consumano largamente come pomodori, patate, mais, peperoncino, diverse varietà di fagioli etc., e di sicuro non si potevano trovare fragole a Natale: vi erano limiti di tempo e spazio nel reperire prodotti diversi che condizionavano il mangiare e che oggi sono stati superati. Insomma, all'epoca le stagioni non c'erano tutto l'anno come al supermercato. Nonostante ciò nel Medioevo non è che ognuno utilizzasse solo "i prodotti del proprio orto", perchè i commerci erano vivi e quello era pure il periodo delle Repubbliche Marinare, con i mercanti che operavano scambi in Medio Oriente, acquistando tra le tante cose sopratutto spezie, il vero simbolo della cucina medievale, e pure lo scalogno della lontana Terrasanta.


Questa ricetta ha come ingrediente principale il fagiolo dell'occhio, l'unica varietà di fagioli presente nel Medioevo (ne ho già parlato qui), mentre le specie che attualmente consumiamo in misura maggiore, compresi i fagiolini, provengono dall'America centrale. All'epoca invece erano un alimento diffuso sopratutto tra contadini e monaci. Come tutti i legumi (nel Medioevo vi erano anche piselli, fave, ceci, cicerchie, lenticchie, lupini), i fagioli rappresentavano un'ottima riserva proteica per il popolo, ma erano decisamente poco apprezzati dai nobili. Come in molti altri casi però, la presenza delle spezie nobilita il piatto e lo rende accettabile anche alle tavole dei ricchi. 

Il The forme of cury, a roll of ancient english cookery [London, 1780] dice: "Take benes and seep hem almost til pey bersten. Take and wryng out pe water clene. Do perto oynouns ysode and ymynced, and garlec perwith; frye hem in oile oper in grece, & do pereto powdour douce, & serue forth",  tradotto in italiano [The forme of cury. La cucina della corte di re Riccardo II d'Inghilterra, a cura di C.B. Hieatt, Milano, 2005]: "Prendete i fagioli e bolliteli fino a che si ammorbidiscono. Prendeteli e scolateli. Fate inoltre cipolle bollite e sminuzzate, e [mettere] dell'aglio insieme. Friggete il tutto in olio o grasso e mettete spezie dolci e servite".

Le spezie dolci erano lo zenzero, i chiodi di garofano, la cannella. Lo zenzero è considerata una spezia molto antica perchè compare anche in alcuni testi in sanscrito. Proveniente dalla Cina e dall'India, si è diffusa largamente in Occidente per il gusto particolare e le doti medicamentose: venne utilizzato anche da Santa Ildegarda, che lo suggeriva a coloro che avevano un fisico indebolito, sotto forma di polvere da mettere sul pane o sulle vivande, ma lo sconsigliava a chi avesse tendenza ad ingrassare. Secondo la Scuola Salernitana questa spezia spingeva i giovani all'amore :) I chiodi di garofano erano già conosciuti ai Cinesi e nel Medioevo si sono diffusi sia come ingrediente culinario che come antisettici e deodoranti per ambienti. Provenivano dalle Molucche ed erano costosissimi, tanto che un pugno di questa spezia equivaleva al prezzo di un montone o di mezzo bue. La cannella è tra i sapori più tipici dei piatti medievali, dove spesso il dolce si mescolava al forti e all'agro. E' originaria del Ceylon e della Cina, e anch'essa era costosissima nel Medioevo.

La ricetta è presa da Mangiare Medievale di Rosella Omicciolo Valentini, e come ho già spiegato qui, le dosi sono spesso assenti nei ricettari medievali, e quando sono specificate sono da intendersi relative ai gusti dell'epoca. In questa ricetta in particolare non sono presenti, ognuno è libero di fare come gli pare insomma :)
Ingredienti: fagioli dell'occhio bio, cipolla, aglio, olio, spezie dolci (zenzero, chiodi di garofano, cannella), sale.

Preparazione: i fagioli devono preventivamente essere tenuti a bagno per elmeno 12 ore, e lavati accuratamente. Bollire i fagioli fino a farli diventare teneri e scolarli bene. A parte prendere delle cipolle (meglio se bianche) e, se sono grandi farle bollire in acqua per ammorbidirle. Quindi in una larga padella far scaldare l'olio e mettere le cipolle sminuzzate, i fagioli lessati e un po' di aglio triturato. Lasciar soffriggere abbondantemente e, a fine cottura, unire le spezie e aggiustare di sale. Mescolare bene e servire.

P.S. ho usato lo zenzero fresco che ho congelato quando ho fatto la zucca arrosto. Per ora questo metodo di conservazione sta funzionando. Voi come lo conservate?

mercoledì 13 ottobre 2010

la zucca arrosto speziata di Alex

Ho inventato una nuova carta di Munchkin:
Mostro di livello 20: Peperoncino Rosso Piccante, di tipo non specificato. Brutte cose: dolore urente, ti senti andare a fuoco, piangi, urli e scalci; se hai un limone sconfiggi il mostro, ti prendi 3 tesori, passi di livello e ramazzi la stanza; se qualcuno ti aiuta, dividi i tesori. 
 Ora devo solo riuscire a convincere Kovalic a disegnare la carta... XD
Vi chiedete da cosa deriva questo delirio? Beh, stamattina ho provato questa ricettina qui per assaporare finalmente l'abbinamento zucca&zenzero consigliato da Alex (abbinamento promosso!). Avevo una bella radice di zenzero, qualche stecca di cannella e pure un bel po' di peperoncini rossi piccanti (di tipo sconosciuto perchè mio padre quando li ha presi al nostro alimentari etnico di fiducia non ha chiesto). Taglio un peperoncino per la lunghezza (e nel frattempo tra me e me mi chiedo se sarà davvero piccante come ci hanno detto) , squilla il telefono, appoggio tutto per rispondere e dopo neanche mezzo minuto inizio a urlare per il dolore. Non so com'è successo, ma evidentemente distratta dalla telefonata mi devo essere toccata il labbro superiore con la mano che aveva toccato il peperoncino. Un dolore insopportabile, mi sentivo andare a fuoco, mi son messa pure a piangere! Per fortuna non ero sola in casa e sono stata soccorsa da mia sorella con un limone e della pomata alla calendula. Da qui l'invenzione del mostro di Munchkin... :P La prossima volta che toccherò uno di quei peperoncino metterò i guanti!!!


Comunque, tornando alla zucca, cucinata così è deliziosa. E grazie alle spezie perde in parte la sua dolcezza, cosa gradita a chi (mia sorella per esempio) non  l'ama particolarmente. La ricetta è quasi identica a quella originale, quasi perchè non ho usato l'arancia (qui ancora non si trova, non so da voi). E poi avrei dovuto mettere un pochino più olio. Vabbè, con la prossima zucca farò di meglio :) 

Zucca arrosto speziata
Ingredienti: 
per 1 kg di zucca: 2 peperoncini freschi, 50 gr di radice di zenzero, 3 spicchi d'aglio, 2 stecche di cannella, 2 cucchiai di zucchero di canna, olio d'oliva, sale, pepe nero.

Preparazione:
Eliminati i semi, ho tagliato la zucca a cubetti e l'ho messa in una teglia da forno. L'ho condita con sale, pepe, zucchero di canna (se avete un'arancia, Alex ci ha messo pure il succo e la buccia grattugiata). Ho lavato e inciso i peperoncini (brutti ricordi!), ho sbucciato e tagliato a fette sottili lo zenzero (il resto della radice l'ho surgelato: voi come lo conservate?), ho schiacciato qualche spicchio di aglio, e ho messo tutto in una ciotola con un pochino d'olio d'oliva. Poi ho distribuito tutto sulla zucca, insieme alle stecche di cannella. Ho cotto per 45 minuti ia 180° n forno preriscaldato. 

mercoledì 6 ottobre 2010

crocchette morbide di zucca e amaretti


Ieri sera sul tardi due amici di mia madre che vivono in campagna ci hanno portato un sacchetto pieno di uova delle loro galline, piccoline e con un bel tuorlo giallo chiaro. Non ho perso tempo e stamattina le ho usate per fare delle crocchette di zucca, patate e amaretti. Zucca e patate cotte nella vaporiera, poi passate nel passaverdure, amalgamate con farina "00", un uovo, due tuorli, qualche amaretto sbriciolato, una spolveratina di noce moscata, e un'altra di grana grattugiato, due albumi montati a neve. Il tutto poi cotto in forno caldo ventilato a 180° fino a che le crocchette non sono diventate dorate. Non avevo lievito e non si sono gonfiate bene, ma pazienza. Pranzetto leggero oggi, con le crocchette (senza sale), un'insalatona di indivia e pomodori (anche qui niente sale, era già molto saporita di suo), pane fatto in casa e qualche castagna che fa tanto autunno anche se qui l'estate sembra aver messo radici. 

Ingredienti: 
  • 300 gr di polpa di zucca
  • 2 patate
  • 160 gr di farina
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di grana grattugiato
  • 1 o 2 amaretti sbriciolati
  • un pizzico di noce moscata

    martedì 5 ottobre 2010

    Una tre giorni nel medioevo

    Lo scorso finesettimana l'Associazione Culturale Samarcanda ha organizzato a Dolianova la Festa Medievale Alla Ricerca del Tempo Perduto, che quest'anno è giunta alla sua quarta edizione. Il programma della manifestazione, con un alternarsi di rievocazione storica e spettacolo, era fitto, tanti i figuranti e suggestivo lo scenario: la bella chiesa romanica di San Pantaleo. La mia amica Yaya ha scattato delle foto stupende del nostro gruppo e io amo la sua Pentax :)

    Cosa mi è piaciuto di più di questa tre giorni:
    1. il concerto di musica medievale -Sponsa Christi, a cura dell'insieme vocale e strumentale Nocte surgentes di Villasor, diretto dal Maestro Giuseppe Tassara e con la partecipazione straordinaria di Claudia Caffagni

     (sulla destra Claudia Caffagni; foto pessima, ma non ho voluto 
    usare il flash per timore di disturbare il coro)

    Un concerto stupendo che si è guadagnato tantissimi applausi. Prima dell'esibizione la Caffagni, musicista e musicologa, ci ha regalato un'interessante relazione su Ildegard von Bingen, una mistica tedesca dell'XI secolo (autrice di alcune delle musiche suonate e cantate quella sera), secondo me una donna geniale. I suoi biografi l'hanno descritta come una persona umile, ma pensando a tutto quello che ha fatto nella sua lunga vita, mi viene da sgranare gli occhi. Era una mistica, una profetessa, musicista e musicologa, esperta di medicina, di erbe, di cristalloterapia, linguista (è l'autrice della Lingua ignota, una delle lingue artificiali più antiche che si conoscono, fatta di neologismi, che probabilmente era un codice ad uso interno delle consorelle del suo monastero). Ed era una donna che andava controcorrente. Aveva una particolare concezione di vita monastica, dove alla vita di clausura ne preferiva una più aperta verso l'esterno del convento. Si "immischiava" in problemi come la Riforma della Chiesa e la moralità del clero, e certi vescovi per questo non la sopportavano. La sua medicina era basata su una concezione globale dell'individuo, una medicina olistica che per comprendere i processi di malattia e salute prendeva in considerazione l'uomo nella sua totalità di corpo, mente, emozioni e anima, mettendolo in relazione con il cosmo e la natura (preziosa alleata). E mentre la cultura del suo tempo disprezzava il corpo come fonte di ogni male, Ildegard affermava: “L’anima e il corpo sono una sola realtà. Grazie a corpo, anima e mente l’uomo è completo e in grado di agire e può fare cose meravigliose…”. Inoltre Ildegard aveva una concezione moderna dell'alimentazione che considerava il miglior mezzo di prevenzione: saper distinguere cibi nocivi da cibi salutari era il miglior modo per mantenersi in salute. Considerava un cibo genuino o meno in base al modo in cui veniva coltivato/allevato, consigliava di preferire i cibi di stagione e di consumare i prodotti locali (discorsi già sentiti? :P). Era anche una cuoca :) Conosceva le erbe e i rimedi a base di queste, alcuni dei quali oggi vengono usati nella fitoterapia: oggi viene consigliata la menta per la cefalea e il mal di stomaco, allora lei consigliava la mentuccia, parente stretta di quella. Anticipatrice della cristalloterapia, credeva nelle proprietà terapeutiche delle pietre preziose. Ildegard era anche una musicista, forse la prima donna musicista della storia cristiana. Compose melodie liturgiche esprimendo precise e avanzate idee sulla musica, pur non avendo ricevuto alcun insegnamento musicale. Anche la musica faceva parte dei suoi doni di visionaria. Ildegard affermava di aver ricevuto l'insegnamento della notazione musicale e le sue composizioni allo stesso modo in cui aveva imparato a leggere e scrivere in latino e a comprendere le Scritture, ovvero tramite le visioni. Visionaria o geniale? O entrambe le cose? Quello che so è che questa figura mi affascina.

    2. la mostra sulla tintura naturale

     
     (il blu dell'Isatiis Tinctoria)

    del laboratorio La Robbia, di Maurizio Savoldo. Riuscirò a partecipare ad uno dei suoi corsi per imparare tutto ciò? Spero di si! Intanto Yaya ha comprato i semi di Isatiis Tinctoria (il guado) e spero di poter fare presto un salto nel suo "orto cittadino" per veder crescere la piantina :)

    3. il Convegno Medioevo-Età Moderna al femminile, con l'interessante intervento di Pupa Tarantini (Libera Ricercatrice e Pres. Commissione Pari Opportunità di Oristano) sulla giudicessa Eleonora d'Arborea. La Tarantini ha sottolineato l'azione di governo a favore dei diritti delle donne e dei minori, che Eleonora D ́Arborea codifico ́ nella Carta De Logu, anticipando di secoli i principi della pari dignità dell'uomo e della donna, e delle pari opportunità, obiettivo odierno dell'opera di governo dei Paesi civili e democratici. Oltre alla tutela della posizione della donna nella società, Eleonora nella Carta de Logu si occupava anche di altri problemi molto attuali, come la tutela dell'ambiente. Nei capitoli che riguardano l'"ordinamento de fogu" si trova un'interessante disciplina sull'utilizzo del fuoco e sulla prevenzione degli incendi, dalla quale traspare una visione della deifesa del territorio straordinariamente evoluta, moderna.  

    4. Lo straordinario affiatamento del mio gruppo. "Siamo una squadra fortissimi!" XD

    sabato 2 ottobre 2010

    crostata di zucca


    Ieri mi è venuta voglia di pumpkin pie e sono corsa a prendere una zucca in un nuovo alimentari bio che ho scoperto qui vicino (stanno spuntando fuori come funghi in questa zona, e meno male, mi piace non dover andare a Casinolandia a far la spesa :P). Tra l'altro mentre andavo ho scoperto che l'uomo delle caldarroste ha ripreso la sua solita postazione davanti al Matitone, e mi sono pentita di essere uscita senza fotocamera perchè questo è il primo segno d'autunno che mi capita di vedere quest'anno e l'avrei voluto immortalare. Comunque, tornando alla zucca, meno di due chili e mezzo non l'ho trovata quindi dopo aver fatto la crostata (per cui me ne servivano solo 400 grammi netti) me n'è avanzata più della metà. Stasera allora ci ho fatto pure un risottino  petulante, delizioso. Non ho ancora deciso cosa farò col resto, gnocchi di patate e zucca forse, o magari qualche altra ricetta macrobiotica. Voglio provare, sperimentare questo modo di alimentarsi che mi sembra molto vicino ai miei gusti. 

    E prima di lasciarvi la ricetta della mezza frolla di zucca, permettetemi di ricordarvi che in questo mese di ottobre parte la XVII Edizione della Campagna Natro Rosa dedicata alla Prevenzione dei Tumori al seno. Vi invito a sostenerla perchè è una patologia che è possibile sconfiggere con la prevenzione e la diagnosi precoce. Un abbraccio



    Crostata di zucca e amaretti
    Ingredienti: 1 base di pasta mezza frolla*, 400 gr di polpa di zucca bio, 15 amaretti polverizzati, 1/2 cucchiaino di cannella, 1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata, 2 chiodi di garofano sbriciolati, 1/4 di latte, 2 uova, 100 gr di zucchero, zucchero a velo per decorare (ma anche panna montata o anche niente)

    Preparazione:  cuocere la polpa della zucca in forno a 180° per circa 20 minuti, e passarla al setaccio quando è cotta. Intanto preparare la mezza frolla.

    *mezza frolla: 
    300 gr di farina, 100 gr di burro, 1 uovo grande, 100 gr di zucchero semolato, 1 uovo intero, la buccia grattugiata di 1 limone, 1 pizzico di sale.

    Mettere la farina a fontana sul tavolo, unire il burro (appena tolto dal frigo) a pezzetti, l'uovo, la buccia grattugiata del limone, lo zucchero e il pizzico di sale. Amalgamare bene il tutto senza lavorare troppo la pasta. Metterla in luogo fresco per mezz'ora prima di usarla. Stendere la pasta con un mattarello e rivestire una tortiera di 26 cm di diametro. Bucherellare il fondo con una forchetta, stenderci sopra un foglio di carta da forno, metetrci sopra dei fagioli secchi e infornare a 180° per 30 minuti. 

    In una casseruola versare il passato di zucca e , mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungere gli amaretti, le spezie e il latte, facendo addensare il passato a fiamma moderata. Sbattere le uova e lo zucchero e incorporarle al composto di zucca fuori dal fuoco. Versare il compsoto sulla pasta nella tortiera e stenderlo uniformemente. Finire di cuocere in forno per altri 20 minuti circa, sempre a 180°. Fatela raffreddare e poi decoratela.

    venerdì 1 ottobre 2010

    liquore alla liquirizia purissima - procedimento n°2


    Seratina ricca di attività. 1) Studiare: quello è un appuntamento fisso :P 2)  Stirare e 3) Rammendare il mio abito da milletrè perchè sabato e domenica sarò qui :) Che poi a dire il vero il vestito mi servirà solo domenica, sabato sarò lì per il convegno sulle figure femminili illustri del medioevo e il concerto  di musica medievale e vestirò abiti civili :D 4) Andare a zonzo tra i negozi biologici del mio quartiere alla ricerca di una zucca: siamo in autunno, ci vuole una pumpkin pie! ;) 5) Andare in palestra (bisogna scaricare lo stress in qualche modo). E adesso mi rendo conto che sono le 2:46 del mattino ed è già il primo di ottobre quindi in pratica sto parlando di quello che ho fatto ieri, mah!!! Sono ubriaca (di sonno)!

    Iniziamo questo nuovo mese con un po' di alcool (ma si!). Quando ho postato il procedimento n°1 per il liquore alla liquirizia ho promesso anche un procedimento n°2 ed eccolo qua.  La ricetta l'ho trovata qui e l'ho seguita alla lettera. Stavolta oltre la liquirizia pura ho usato le radici (le vedete nella bottiglia), mettendo tutto a macerare per 10 giorni con alcool a 95°, in una bottiglia a chiusura ermetica. Ogni tanto agitavo la bottiglia (anzi, le bottiglie, diciamo la verità, erano due). Poi ho separato la liquirizia dall'alcool, mettendo da parte le radici (così le ho potute usare per decorare la bottiglia, come consilia CoCò). Ho preparato uno sciroppo con lo zucchero, l'acqua e la liquirizia scolata dall'alcool. Ho messo tutto in un recipiente capiente e l'ho fatto sciogliere a fuoco moderato. Una volta raffreddato l'ho filtrato e ho aggiunto l'alcool che precedentemente ho separato dalla liquirizia. Ho mescolato e lasciati riposare per altri 15 giorni. Infine ho imbottigliato. Con questo metodo il liquore esce molto più forte. Io non sono abituata e al primo sorso devo confessare che sono andata a fuoco :D Ricetta promossa :)

    Gli ingredienti sono:
    • 100 gr di liquirizia purissima
    • 2 radici
    • 1/2 litro di alcool a 95 gradi
    • 500 gr di zucchero semolato
    • 750 ml di acqua